Se il gatto evita le carezze: perché lo fa e cosa fare

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Gatto rifiuta carezze
I gatti parlano con la propria postura (www.deabyday.tv)

Se il gatto evita le vostre carezze, non pensate subito di venir rifiutati. Approfondite invece alcuni aspetti etologici del vostro animale da compagnia e cercate di verificare se sono presenti sintomi di un possibile malessere.

Gatto rifiuta coccole
I gatti parlano con la propria postura (www.deabyday.tv)

Se cerchiamo di avvicinarci al nostro felino e lui rifiuta le nostre carezze, o peggio ancora scappa, dovremmo cercare di approfondire. Un buon modo è quello di studiare le sue origini. Potrebbe tornarci utile scoprire qualcosa di più sulla sua etologia, scienza che studia i comportamenti e i costumi di ciascun animale. Solo conoscendolo a fondo sapremo come interagire con lui. Vigiliamo i suoi passi cercando di escludere eventuali problemi di salute.

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Una discendenza predatoria

Dea Bastet origine gatti
La Dea Bastet, divinità egiziana (www.ilmiogattoeleggenda.it)

Il vero e proprio antenato del gatto è il Felis Silvetris lybica, ovvero gatto selvatico. E il nostro micio domestico è proprio una sottospecie di questo animale che popola ancora oggi quasi tutti i continenti del nostro pianeta. Pare che 9000-10.000 anni fa in Medio Oriente questa specie si sia avvicinata all’uomo per cercare riparo dalle intemperie e cibo sicuro. In cambio, l’uomo chiedeva al gatto di sfruttare le sue doti predatorie per cacciare i roditori dai raccolti e dai granai. La Dea Bastet, rappresentata da una testa di gatto selvatico e un corpo di donna, era segno del grande rispetto e dell’utilità sociale delle popolazioni agricole egiziane a questi animali. Infatti, essi venivano considerati sacri. La dea gatta proteggeva il focolaio domestico ed era patrona della fertilità.

I gatti sono da sempre considerati come gli animali solitari per eccellenza. Cacciano da soli e difendono il loro territorio sempre in solitaria. Gli esemplari maschi gestiscono zone che vanno dagli 1,5 km fino ai 12km².Interagiscono con i loro simili esclusivamente durante il periodo riproduttivo.

Vivere in uno stato di perenne iper vigilanza

gatto in allerta
Un gatto in allerta mostra sempre la sua predisposizione con segnali corporali (www.annaclassica.blogspot.com)

Appurato che il gatto deriva da un animale che era e che è autentico predatore possiamo così tracciare un’altra parte fondamentale del suo carattere. Parte che di certo non favorisce un approccio facilitato con l’uomo.

I gatti sono in uno stato di perpetua iper-vigilanza. Anche quando sembra sonnecchiare sereno o è impegnato a giocare, in verità è sempre in allerta. Questo perché, come abbiamo visto prima, il suo antenato non ha mai abitato in branco. Quindi il nostro micio, anche se parzialmente addomesticato ha conservato un’istinto di sopravvivenza tale da guardarsi le spalle in ogni momento. 

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Il gatto evita le carezze: come avvicinarsi nel modo corretto

gatto il giusto approccio
Con calma e senza fretta è il corretto modo per approcciarvi al vostro micio (www.wired.it)

Solitari, predatori e iper-vigili. Ma come avvicinarsi al nostro micio senza infastidirlo per poterlo coccolare? Tenendo conto innanzitutto di ciò che è fastidioso per lui. Il gatto ad esempio detesta i rumori forti e improvvisi, così come i movimenti bruschi e rapidi.

Altra cosa da considerare e che i felini possiedono dei peli particolari, detti tattili o vibrisse. Le si riconosce perché sono 2-3 volte più spesse dei peli normali e sono posizionate in luoghi tattici per il nostro animale. Sotto il naso, sul mento, dietro le zampe anteriori, sulle guance e sopra gli occhi. Sono ricche di terminazioni nervose e perciò molto sensibili. Sono una sorta di sesto senso per i gatti, i loro radar. Anche se i gatti possiedono altri sensi speciali. Carezzando a lungo il nostro gatto potremmo infastidire alcune di queste zone fino a depotenziarne l’aspetto ricettivo.

La cosa migliore è avvicinarsi con calma e senza fretta. Tendere una mano verso di lui senza costringerlo però a modificare i suoi spazzi. Altro segreto è quello di inginocchiarsi per risultare al suo stesso piano, evitando così una sensazione di predominio. Una volta che il gatto si sarà avvicinato più volte a voi, anche su vostre invito potrete iniziare delicatamente ad accarezzarlo. Ma solo su alcune zone come sopra la testa, intorno alle orecchie e sotto il mento. Mentre certe altre sono tassativamente da evitare.

Il gatto evita le carezze: forse soffrono di malattie o disagi

gatto malattie isolamento
Il primo sintomo comportamentale di un gatto malato è la tendenza ad isolarsi (www.zz7.it)

L’ultima eventualità da calcolare, oltre al carattere diffidente e alle predisposizioni genetiche predatorie, è se sta nascondendo un disagio fisico. Uno dei primi segnali per captare il malessere del felino è proprio l’isolamento. Pur essendo un animale solitario, come abbiamo già raccontato, il gatto cerca il contatto con il suo padrone. Anche solo per segnalare i suoi bisogno primari come la fame e la sete.

Se lo si trova sempre isolato, peggio ancora nascosto, in un’altra stanza e magari sdraiato, potrebbe stare covando qualche malattia. I felini tendono infatti a mascherare il dolore. Non stupisce quindi se il gatto evita le carezze. Se notate perciò un eccessivo isolamento e un radicale cambio delle sue abitudini, vi consigliamo di portarlo dal veterinario di fiducia.

C.F

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