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Preparati di Carne pronto cuocere

ZUCCHINE RIPIENE

Ingredienti Zucchine Ripiene: impasto di Bovino Adulto o Vitello , formaggio grattugiato, uova fresche pastorizzate, pane, aromi naturali, zucchine verdi o romanesche

INVOLTINI DI MELANZANE

Ingredienti Involtini di Melanzane :impasto di Bovino Adulto o Vitello , formaggio grattugiato, uova fresche pastorizzate, pane, aromi naturali, melanzane

PEPERONI RIPIENI

Ingredienti Peperoni ripieni :impasto di Bovino Adulto o Vitello , formaggio grattugiato, uova fresche pastorizzate, pane, aromi naturali, pane grattugiato, peperoni rossi e gialli

POLPETTE DI CARNE MISTA

Ingredienti polpette di carne mista :impasto di Bovino Adulto o Vitello , formaggio grattugiato, uova fresche pastorizzate, pane, aromi naturali, pane grattugiato ove richiesto

POLPETTONE DI CARNE MISTA

Ingredienti Polpettone di carne mista :impasto di Bovino Adulto o Vitello , formaggio grattugiato, uova fresche pastorizzate, pane, aromi naturali, pane grattugiato ove richiesto

SPIEDINI MISTI

Ingredienti spiedini misti : maiale, vitello, pollo, tacchino e peperone

HAMBURGER DI BOVINO ADULTO

possibilità su richiesta di carne di Vitello, maiale, pollo, misti – pezzatura da 100 grammi fino 300

MACINATO DI BOVINO ADULTO

possibilità su richiesta di carne di Vitello, maiale, pollo, misti

FETTINE DI VITELLO PANATO

Ingredienti Fettine Panate di Vitello : Fettine di Vitello, pane, uova fresche, sale, pane grattuggiato, aromi naturali

PETTI DI POLLO PANATI

Ingredienti Petti di pollo panati : Petti di pollo, pane, uova fresche, sale, pane grattuggiato, aromi naturali

COSCE DI POLLO PANATE

Spicy chicken wings breaded with spices and ketchup on the table

Ingredienti Cosce di pollo panati : Cosce di pollo disossate, pane, uova fresche, sale, pane grattuggiato, aromi naturali

ROLLINO DI POLLO

Ingredienti Rollino di pollo : pollo disossato, salsiccia di maiale, aromi naturali

POLLO RIPIENO

Ingredienti pollo ripieno : impasto di BA o Vitello , formaggio grattugiato, uovo, pane, sale, pepe

INVOLTINI BA

Ingredienti involtini bovino adulto : controgirello ba, sedano, carota, guanciale

BLACK ANGUS USA COSTA

pezzatura minima gr. 300

BLACK ANGUS USA LOMBO

pezzatura minima gr. 200

 

 

 

 

Incidenti stradali 2020: il lockdown non mette ko solo il virus

incidente tra due auto

Il 2020 registra una pandemia stradale mai vista prima. Le restrizioni anti-Covid sulla circolazione riducono del 29,5% i sinistri.

incidente tra due auto

La chiusura totale nei mesi di marzo e aprile ha portato una diminuzione dei contagiati da Covid-19. A subire le conseguenze del lockdown non è solo il virus. Infatti, secondo quanto riportato dai dati Aci-Istat, il periodo gennaio-settembre ha visto un aumento della sicurezza stradale: “solo” 90.821 incidenti, 1.788 morti e 123.061 feriti. Calo record mai registrato nella storia della mobilità. Numeri alti, ma in diminuzione. Ben diversa la situazione nello stesso periodo del 2019: 172.182 (-29,5%) sinistri, 3.173 (-26,3%) vittime e 241.384 (-32%) feriti. In particolare le autostrade hanno contato circa il 50% in meno di martiri della strada , mentre la circolazione urbana e extraurbana il 40-44% in meno. Motivo? Il lockdown. Infatti, a causa delle restrizioni gli spostamenti sono calati del 23%.

Obiettivo europeo raggiunto?

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Purtroppo no. Sembrerebbe infatti che, nonostante i divieti anti-Covid sulla viabilità e la riduzione della mortalità stradale, l’Italia non sarà in grado di abbassare del 50% le vittime dei sinistri entro il 2020. Negli ultimi dieci anni il numero dei morti è diminuito solo del 43,1% e del 66,4% rispetto al 2001.

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Si può parlare di trend in continuo calo?

Sfortunatamente anche qui la risposta è negativa. Il traffico è calato meno delle vittime. Se il 2020 ha visto molti meno incidenti il motivo non sono i comportamenti dei cittadini e una guida responsabile. Infatti, secondo quanto ipotizzato dagli analisti appena la circolazione riprenderà a pieni ritmi, aumenteranno il numero dei sinistri. Effetto lockdown? Probabilmente si. La strada non è ancora un luogo sicuro. Su questo punto c’è ancora molto da lavorare.

Lockdown su due fronti: Covid-19 e incidenti stradali

E’ record nella storia della mobilità: cali drastici per sinistri, morti e feriti, solo grazie al lockdown.

ambulanza su luogo di un incidente

Il lockdown sta arginando i danni del Covid-19 e della pandemia stradale: nei primi nove mesi del 2020 in Italia si sono registrati cali record per sinistri (-29,5%), morti (-26,3%) e feriti (-32%). Un dato prevedibile, è vero, ma che testimonia un fenomeno ai minimi nella storia della mobilità italiana. Da Gennaio a Settembre infatti, secondo i dati Aci-Istat, sarebbero “appena” 90.821 gli incidenti, 1.788 i morti, 123.061 i feriti.

Un calo addirittura superiore a quello delle percorrenze medie di auto su strade extraurbane principali (23%). Ma non basta. Neanche con questi cali record l’Italia raggiungerà l’obiettivo europeo di riduzione del 50% delle vittime della strada entro il 2020.

Un tema questo delicato che merita tutte le attenzioni e le contromisure del caso: secondo tutti gli analisti infatti, non appena la circolazione tornerà ai soliti ritmi, anche il numero di morti e feriti tornerà ad impennarsi. E, sebbene dai dati di questi primi mesi si possa scorgere qualche debole segnale di piccoli comportamenti virtuosi (il traffico è calato meno delle vittime), appare evidente che la riduzione delle vittime dipenda sostanzialmente solo dal lockdown.

 

Calo record degli incidenti: il lockdown contro la pandemia stradale

Sicurezza stradale la percezione del rischio
Sicurezza stradale, la percezione del rischio (Foto ANSA - Massimo Percossi)

Non era mai successo prima d’ora nella storia della mobilità: una riduzione esponenziale di sinistri, morti e feriti sulle strade. Il lockdown non sconfigge solo la pandemia sanitaria del Covid-19, ma anche quella stradale.

Sicurezza stradale la percezione del rischio
Sicurezza stradale, la percezione del rischio (Foto ANSA – Massimo Percossi)

Durante i primi 9 mesi del 2020 abbiamo assistito ad una diminuzione notevole di sinistri, morti e feriti a causa di incidenti stradali. Le collisioni tra veicoli vedono un calo del 29,5%, il numero dei morti si abbassa del 26,3% e quello dei feriti di un buon 32%.

Questo 2020 insomma non è stato un anno del tutto disastroso; basti pensare al numero effettivo di morti, incidenti e feriti che uno studio Aci-Istat ha registrato: da Gennaio a Settembre ci sono stati 90.821 incidenti, 1.788 morti e 123.061 feriti. Dati da record se si pensa agli anni precedenti in cui i numeri erano quasi il doppio. Nel 2019 infatti il numero di incidenti stradali si aggirava intorno ai 172.000.

Il risultato di un calo decisivo delle vittime della pandemia stradale è da attribuire ad un’altra pandemia: quella sanitaria. È infatti scontato che a causa del lockdown il traffico è stato di gran lunga limitato, diminuendo addirittura del 23%. In un periodo di forti limitazioni come quello che ci stiamo trovando a vivere c’era da aspettarsi un tale decremento.

Il dramma però è che nemmeno con questo lockdown siamo riusciti ad arrivare al traguardo che l’Europa voleva raggiungere. L’OMS ha posto come obiettivo una riduzione del 50% delle vittime della strada entro il 2020. Purtroppo non verrà conseguito tale risultato quest’anno.

Un ulteriore dramma: il post-lockdown

 

Sicurezza stradale, la percezione del rischio
Sicurezza stradale, la percezione del rischio (Davide Montella)

Possiamo notare come la diminuzione del numero delle vittime sia purtroppo minore rispetto a quella del traffico. In sostanza il lockdown è stato il solo fattore di calo dei morti stradali. La preoccupazione riguarda quindi la situazione che si presenterà quando il Covid-19 sarà terminato e tutti torneremo alla normalità.

Purtroppo ciò che noi intendiamo per normalità risulta nocivo per l’obiettivo posto dall’OMS. Tutti gli analisti sostengono infatti che quando la circolazione tornerà ai ritmi precedenti si riscontrerà una ripida e catastrofica impennata della curva delle vittime stradali.

C’è ancora molto da lavorare per ottenere i tanto sperati risultati entro il prossimo decennio, non sono bastati questi mesi di strade pressoché vuote. I nemici della sicurezza stradale sono sempre dietro l’angolo e rimangono l’uso del cellulare, l’eccesso di velocità e lo scarso utilizzo delle cinture di sicurezza. Occorrerà intensificare i controlli e le sanzioni per chi non rispetterà tali regole basilari nella speranza che i risultati continuino a migliorare.

Magazzino in fiamme a Badalone: vittime e feriti tra i migranti che lo occupavano

Campo migranti Moria in fiamme
Foto di Free-Photos da Pixabay

Tra le 21:00 e le 22:00 della sera del 9 Dicembre fiamme altissime divampano in un magazzino nella zona industriale di Badalone, sito dismesso alla periferia di Barcellona. Tra le macerie del capannone distrutto le autorità catalane annunciano di aver ritrovato in totale quattro corpi.

Si tratterebbe con ogni probabilità di migranti irregolari di origine africana che lavoravano come ambulanti. Il processo di identificazione effettivo avverrà nei prossimi giorni a seguito di un’ispezione completa dell’edificio.

Le fiamme hanno imperversato per ore e non è escluso che ci siano altre vittime all’interno del sito incenerito” afferma Miquel Samper, responsabile regionale degli interni. Samper aggiunge poi che quattro squadre di vigili del fuoco specializzati proseguiranno con la verifica del posto per ulteriori accertamenti.

Sembrerebbe che circa duecento migranti irregolari occupino abusivamente il capannone da più di otto anni; questo spiega la ragione della fuga di numerosi espatriati illeciti, tra cui venti feriti, che dalle immagini fornite dai social media sembrerebbero essersi buttati dalle finestre del terzo piano.

A seguito di quanto accertato dalle autorità di Badalone si stima l’identificazione di una sessantina di sopravvissuti, ma certamente manca una buona percentuale all’appello; causa il timore di un possibile arresto.

Le possibili cause: forse qualcuno ha voluto l’incendio

poliziotti di spalle

L’origine dell’incendio non è ancora chiara. Due sono le ipotesi: una causa naturale dovuta alle condizioni degradate del capannone o una causa artificiale secondo cui qualcuno avrebbe provocato volutamente la combustione dell’edificio. “Sono anni che gli abitanti si lamentano di queste persone, c’è molto odio” afferma un cittadino di Badalone.

Non si esclude quindi l’ennesimo episodio di razzismo o di odio nei confronti dei migranti.

Si aspettano aggiornamenti a seguito delle indagini che si svolgeranno nei prossimi giorni.

Il bomber Huntelaar è pronto a dare il suo addio al calcio

Huntelaar Ajax
Huntelaar Ajax (Getty Images9

L’attaccante olandese, Klass Jan Huntelaar, ex conoscenza del Milan è pronto a dire basta al calcio giocato.

Huntelaar Ajax ritiro
Huntelaar Ajax (Getty Images)

Klass Jan Huuntelar a 37 anni è pronto a dare il suo addio al calcio giocato. L’attaccante olandese lo ha annunciato al termine della partita tra Ajax e Pec Zwolle con parole che non lasciano scampo a equivoci: “Ci ho pensato a lungo prima di prendere questa decisione ma credo proprio che questa sarà la mia ultima stagione da calciatore. Spesso noto che il mio fisico chiede riposo e penso che se non ci fossero stati tanti giocatori infortunati non avrei avuto tanto spazio in questo Ajax. Giocare a calcio è la cosa che mi rende più felice ma credo sia arrivato il momento di dire basta”.

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Alla domanda su cosa farà dopo il calcio giocato Huntelaar ha risposto così: “Non so ancora cosa farò dopo, sicuramente terminerò gli studi e mi dedicherò alla mia famiglia, il resto si vedrà. Di sicuro giocherò al massimo delle mie possibilità fino a fine stagione, dando tutto quello che ho”.

Huntelaar, in coppia con Raul allo Schalke, poi il ritorno all’Ajax

Huntelaar e Raul Schalke 04
Huntelaar e Raul (Google)

Il “cacciatore”, così è soprannominato il bomber olandese che non è riuscito a sfondare in Italia. Nella sua breve avventura in rossonero nella stagione 2009-10 firmò solamente 7 gol in 30 partite disputate. Non ha certamente lasciato il segno sul palcoscenico di San Siro ma lo ha fatto, e come, nella sua successiva esperienza allo Schalke 04 dove ha totalizzato 126 gol in 240 presenze. Ha anche fatto coppia con Raul Gonzalez Blanco devastando le difese avversarie. La Bundesliga è diventato il suo habitat ideale, luogo di riscatto dopo i passaggi a vuoto di Real Madrid e Milan.

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Nel 2017 il romantico ritorno a casa, in Olanda all’Ajax, la squadra dove si era consacrato nel lontano 2006, diventando un attaccante ambito in tutta Europa. Con la squadra di Amsterdam arriva a toccare quota 100 gol in Eredivisie e supera le 250 presenze. Vince il primo campionato olandese della sua storia e abbatte record uno dopo l’altro. Un giocatore che si è costruito una carriera ricca di successi e che si appresta a terminarla a casa sua, come nel più bello dei lieti fine.

La principessa Mako può sposarsi con il “plebeo” Kei Komuro

La principessa Mako e Kei Komuro (foto dal web)
La principessa Mako e Kei Komuro (foto dal web)

La principessa giapponese Mako, nipote dell’attuale imperatore, si sposerà con un “plebeo”, e così perderà il suo titolo nobiliare

La principessa Mako e Kei Komuro (foto dal web)
La principessa Mako e Kei Komuro (foto dal web)

Non c’è nulla di più tradizionalista al mondo della società giapponese. O meglio, ancora di più tradizionalista c’è la casa imperiale giapponese.

È notizia di mezz’ora fa che la principessa Mako può sposare un “plebeo”, un avvocato della city di Tokyo, tale Kei Komuro.

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Una scelta difficile: cosa accade adesso?

La principessa Mako e Kei Komuro (foto dal web)
La principessa Mako e Kei Komuro (foto dal web)

La notizia ha destato scalpore in Giappone, perché il popolo nipponico afferma di essere di sangue divino e i membri della casa imperiale sono ancora più che divini, quindi il loro sangue dev’essere preservato con dei matrimoni fra nobili. E Kei Komuro, per quanto sia di una famiglia altolocata, non lo è.

Così, oggi la casa imperiale ha dato il via libera al matrimonio (il quale è stato rinviato più volte a causa delle resistenze della famiglia di lei e anche, dopo, per l’epidemia di Covid-19), ma il padre della principessa, Fumihito, ha ribadito che così Mako perderà ogni diritto nobiliare.

La principessa Mako si è detta decisa e determinata a portare avanti il suo progetto di amore.

La vita della principessa Mako

La principessa Mako è nata il 23 ottobre del 1991 ed è salita alla ribalta nel 2004 quando le foto che la ritraevano in uniforme scolastica furono di dominio pubblico e così provocarono un’ossessione collettiva.

Dato che il Giappone è il paese più alfabetizzato al mondo, la principessa Mako non poteva non frequentare un’università e così ha studiato arte all’Università Internazionale Cristiana della città conurbana di Tokyo Mitaka. È stato durante questi studi che, nel 2012, grazie a un amico comune la principessa Mako ha conosciuto il futuro avvocato Kei Komuro.

Kei Komuro, nato diciotto giorni prima della principessa, è stato subito attratto dalla principessa Mako riferendo ai giornalisti: “I suoi sorrisi hanno a luce del sole”. I due si sono fidanzati nel 2017 e la principessa ha promesso che si sarebbe sposata con lui, ben sapendo che così avrebbe dovuto rinunciare al titolo nobiliare.

Protetto: Il potere dell’allattamento: benefici e prevenzioni

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25 novembre sì, ma senza esagerare: il tutorial di Detto Fatto causa molte proteste

25 novembre sì, ma senza esagerare: le proteste sul tutorial di Detto Fatto
Emily Angelillo a Detto Fatto (foto dal web)

La giornata internazionale contro la violenza sulle donne è stata l’altro ieri ma non cessano le polemiche sul tutorial “sexy” di Detto Fatto.

Le proteste sul tutorial sexy di Detto Fatto
Emily Angelillo a Detto Fatto (foto dal web)

Il casus belli della bufera mediatica è stato un tutorial della trasmissione pomeridiana di Rai 2 in cui l’insegnante di pole dance Emily Angelillo ha spiegato alle telespettatrici come fare la spesa in un supermarket con i tacchi, come essere sensuali e come sapersi muovere al meglio per attirare gli uomini.

Nonostante Bianca Guaccero, la conduttrice di Detto Fatto, abbia spiegato: “Era una cosa innocente, non si voleva offendere nessuno”, grazie al tam tam sui social network la gente si è indignata, ma soprattutto perché il tutorial è stato trasmesso il giorno prima della ricorrenza contro i femminicidi, ossia il 24 novembre.

Emily Angelillo, rea di aver voluto intrattenere i telespettatori con un siparietto che doveva “essere ironico” e “far sorridere”, ha spiegato a The Post Internazionale: “Ho 38 anni, non 21. Queste cose le insegno da sempre. Questo 25 novembre è stato per me il giorno più triste della mia vita… sono stata violentata da molte donne”.

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Le polemiche con Selvaggia Lucarelli: “Video sessista e avvilente”

Selvaggia Lucarelli commenta il tutorial di Detto Fatto
Selvaggia Lucarelli (foto dal web)

A contribuire a questo linciaggio morale sono stati alcuni giornalisti, come per esempio Selvaggia Lucarelli che su Facebook ha scritto ironicamente: “Benvenuti nel nuovo medioevo”, mentre il suo collega Fabio Salamida ha espresso dure critiche verso questa infelice scelta. Tanti altri hanno definito il siparietto “sessista e avvilente verso le donne”.

Sempre Selvaggia Lucarelli, più a freddo, ha commentato: “Questo tutorial ha violentato il mio diritto di andare a fare la spesa vestita da stracciona”.

Nella sera del 25 novembre, nel salotto di Lilli Gruber su La 7, Otto e mezzo, è stato riproposto il video e la giornalista del Financial Times Silvia Sciorilli Borrelli l’ha definito “Vomitevole” mentre Marco Travaglio, direttore del Fatto Quotidiano, ha affermato: “Si tratta di volgarità mascherata da anticonformismo”.

La Rai sospende il programma: Detto Fatto rimosso da RaiPlay

Nel frattempo, via Mazzini ha deciso prima di sospendere il programma (infatti il 25 novembre non è andato in onda, al suo posto è stata trasmessa una puntata di “The Coroner”), poi di eliminarlo definitivamente. Ma alcune voci affermano che questo tutorial sia stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso.

In questo modo, la Rai è voluta correre ai ripari rimuovendo la puntata di Detto Fatto del 24 novembre da Rai Play e ha fatto eliminare il video del tutorial da Trash Italiano e altri siti.

Laura Pausini commenta la scomparsa di Diego Armando Maradona
Laura Pausini (foto dal web)

A smorzare le polemiche è stata la notizia della scomparsa di Diego Armando Maradona, il noto calciatore che fece vincere al Napoli due scudetti, nel 1987 e nel 1990, ma poi Laura Pausini è intervenuta in maniera gelida a riguardo protestando: “La scomparsa del Pibe de Or ha oscurato la ricorrenza del 25 novembre”.

Carlo Verdone, 70 anni e “un gran Gregorio”

Carlo Verdone compie gli anni
Carlo Verdone (foto dal web)

Carlo Gregorio Verdone ha appena compiuto 70 anni giorni fa, ma più che Carlo Gregorio Verdone è lui, Carlo Verdone, il celebre attore romano.

Carlo Verdone è nato il 17 novembre del 1950 a Roma e fin da giovane ha sviluppato la sua passione per la musica rock oltre che per il cinema, anche se però mai avrebbe pensato di poter fare l’attore.

Cresciuto a Roma, l’attore nel 1977 inizia a esibirsi come cabarettista e imitatore al teatro Alberichino della capitale. “All’inizio” racconta “avevo paura di non essere all’altezza, ma mia madre mi costrinse a fare questo spettacolo”.

Fu un successone.

Dopo quest’esperienza di teatro, Carlo Verdone fu notato dal regista Enzo Trapani che lo invitò a partecipare al suo varietà “Non Stop” trasmesso il giovedì sera, in prima serata, sulla Rete 1 della RAI.

 

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Carlo Verdone al cinema

Dopo alcuni anni di gavetta in TV, l’attore romano incontrò Sergio Leone che gli permise di girare il suo primo film, “Un sacco bello”, in cui il Carlo nazionale interpreta i tre protagonisti oltre che alcuni personaggi secondari.

Anche questo fu un successone.

Seguirono tante altre commedie che hanno sbancato il botteghino. Poco dopo Carlo Verdone incontrò Alberto Sordi con cui collaborò nelle pellicole “In viaggio con papà” del 1982 e “Troppo forte” del 1986. Dopo queste esperienze vissute insieme, Albertone lo elesse a suo discepolo.

Carlo Verdone così non ha mai conosciuto un declino e ha continuato a lavorare nel cinema. Finora, il noto attore romano ha lavorato a 39 film e ne ha diretti 27. In ogni pellicola, Carlo Verdone interpreta diverse maschere della Roma contemporanea con i loro vizi, le loro virtù e soprattutto i tic che li contraddistinguono.

Al momento si attende ancora l’uscita nei cinema del film “Si vive una volta sola” il quale, in teoria, sarebbe dovuto uscire in febbraio, poi l’evento è stato rimandato in autunno, ma ancora bisogna pazientare per i disagi dovuti al Covid-19.

Carlo Verdone compie gli anni
Carlo Verdone (foto dal web)

Una curiosità su Carlo Verdone

Un’ultima curiosità: il secondo nome del celebre attore romano è Gregorio perché nacque un venerdì 17 e per timore che il nascituro potesse essere sfortunato, i genitori decisero di dargli questo secondo nome perché a Roma dire “Gregorio” è sinonimo di fortuna. Vista la sua fortuna al cinema, lo si potrebbe definire “un gran Gregorio“.